Santa Fara

Santa Fara, al secolo Burgondofara  o Borgundofara (Poincy, 595-Faremoutiers, 7 dicembre 675), fu monaca di regola colombaniana, quindi prima badessa dell’Abbazia di Faremoutiers, da lei stessa fondata. Era figlia di Cagnerico, conte di Meaux e di Champigny in Borgogna, maestro di palazzo dei re merovingi Teodeberto II e Teodorico II, e di Leodegonda. Nacque nel castello di Campigny, vicino al villaggio di Pipimisicum (oggi Poincy), fra le citta’ di Champigny e Meaux. Venne battezzata con il nome di Burgondofara o Borgundofara, dal santo irlandese San Colombano, allora abate di Luxeuil, rifugiatosi presso i suoi genitori dopo aver lasciato temporaneamente l’abbazia, colpito dalle ire della regina merovingia Brunechilde. I genitori di Borgundofara promisero all’abate irlandese che la loro prima figlia sarebbe stata votata a Dio e che avrebbe preso i voti monastici. Infatti Colombano, dopo la nascita di Fara, benedisse lui stesso la bambina promettendo che Dio l’avrebbe preservata da ogni male per il voto fatto. Essa ebbe due fratelli che divennero anche loro santi: Cagnoaldo, che divenne monaco colombaniano a Luxeuil e fu poi priore con la sorella a Faremoutiers, e Farone, che prese anche lui i voti monastici e che in seguito divenne vescovo di Meaux. Ebbe anche una sorella, Agnetrude ed un altro fratello di nome Agnulfo. Borgundofara un giorno si presento’ da Colombiano recando in mano spighe di grano raccolte di fresco e fuori stagione. L’abate irlandese, riconosciuto il prodigio, ne fu compiaciuto e le spiego’ che il frumento rappresentava Gesu’ Cristo. La giovane rispose che desiderava servirlo, infatti, senza saper nulla di lui, lei riferi’ a Colombano che Gesu’ le si mostrava qualche volta di notte, talora sotto forma di fanciullo, talora sotto quella di un uomo pieno di maesta’, ma lacerato da colpi di frusta, coronato di spine, inchiodato a una croce e accompagnato dalla Santa Madre; talvolta ancora risplendente di gloria e tutto circondato di luce. San Colombano colse in lei la fede profonda e la consiglio’ di prepararsi per il futuro. Divenuta adulta, in eta’ da marito, il padre penso’ di sposarla accordandosi come allora  si faceva e dimenticando il voto fatto a Colombano. Il matrimonio avrebbe arricchito la famiglia sia economicamente che in prestigio. Borgundofara improvvisamente si ammalo’ gravemente, perse totalmente la vista e rimase in stato catatonico, allorche’ la madre, addolorata, ricordo’ al marito la promessa fatta a Colombano e chiamo’ San Eustasio, succedutogli come priore nella direzione dell’Abbazia di Leuxeuil dopo l’arresto del santo irlandese. Egli rivelo’ al padre Cagnerico che, lasciata libera di consacrarsi a Dio, sarebbe prontamente guarita. Il padre nuovamente fu costretto a promettere, dietro le pressioni della madre e dello stesso Eustasio: miracolosamente Borgondofara si sveglio’ e riebbe la salute. Ma nuovamente il padre cambio’ idea: con il futuro matrimonio della figlia aveva stretto un accordo vantaggioso e non poteva mancare alla parola data; ma la madre, schieratasi dalla parte della figlia, disse che la promessa a Dio era superiore ad ogni altra promessa e che lei doveva essere libera di scegliere, ma il padre non recedette dalla sua decisione. Burgundofara prontamente lascio’ la casa paterna e si rifugio’ presso la chiesa di San Pietro insieme ad una fedele amica, contando nella protezione del parroco. Il padre Cagnerico, dopo aver saputo dalla madre dove si era rifugiata, irruppe in chiesa minacciandola persino di morte se avesse rifiutato di ritornare a casa e di dimenticarsi dei voti; allora il parroco prontamente intervenne ricordando che quello era un luogo sacro a Dio e dove chiuque poteva trovarvi asilo e rifugio e che la violenza era bandita. Il padre uscì dalla chiesa rimanendovi al di fuori e promettendo che nessuno sarebbe potuto uscire od entrare senza il suo permessoe che avrebbe costretto la figlia ai piu’ miti consigli con la sete e la fame. Eustasio, informato di cio’ che stava accadendo, lascio’ Luxeuil e si diresse alla chiesa di San Pietro intervenendo nella diatriba. Ammoni’ severamente Cagnerico, entro’ in chiesa ed impose il velo alla fanciulla, che da allora prese il nome di Fara. Essa poi si rifugio’ a Luxeuil assieme ai fratelli Cagnoaldo e Faone. Fara in seguito ricevette in eredita’ dal padre un terreno tra due fiumi ed attorno al 627 vi fondo’ l’abbazia di Evoriacum (oggi Faremoutiers) di cui divenne la prima badessa per quarant’anni, adottando la regola dell’Ordine di San Colombano, la prima avente un ramo femminile. Il cenobio era un monastero doppio, ossia vi erano presenti sia monaci che monache separati, e fu il primo del suo genere in Francia. Il fratello Cagnoaldo, monaco a Luxeuil, venne nominato priore del monastero maschile. Ben presto attorno al monastero crebbe l’attuale cittadina di Faremoutiers che prese il nome in onore alla santa fondatrice. Santa Fara mori’ il 7 dicembre del 675 e il suo corpo venne sepolto presso l’altare dell’abbazia, alla presenza del fratello vescovo Farone. Le sue esequie furono solenni, tanto che vi intervenne il vescovo di Parigi. Fu sepolta in una tomba di pietra, fatta preparare da lei stessa. Lascio’ in donazione al monastero tutti i beni ereditati dal padre, tra i quali due mulini, uno sulla Marna e l’altro sull’ Aube. Le successe come badessa Sestrude, figlia della regina dell’Anglia settrentionale. Alla distanza di quaranta anni dalla morte, Maiolo, abate del monastero colombaniano di Santa Croce di Meaux, ne levo’ le reliquie da terra, fece la ricognizione del suo corpo alla presenza di molti fedeli e vari vecovi. Le sue reliquie furono deposte in un ricco reliquiario ed esposte alla pubblica venerazione. Santa Fara venne fatta oggetto di culto e le furono attribuiti numerosi miracoli fra i quali quello di aver reso la vista ad una monaca cieca). La devozione verso la Santa ando’ diffondendosi sempre piu’ e molti miracoli furono operati per sua intercessione. Le vennero dedicate numerose citta’ in epoca longobarda sia in Francia che in Italia. Santa Fara e’ invocata specialmente contro i mali degli occhi. 

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