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La vita di Santa Fara
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LA FRANCIA AL TEMPO DI SANTA FARA
 Nella seconda metà del VI secolo, il regno dei Franchi, agitato da feroci lotte dinastiche, perse, per un certo periodo, la sua unità politica. Il regno, suddiviso in: Neustria, Austrasia, Borgogna e Aquitania, ritrovò l'unità sotto il regno di Clotario II (613-629). Si trattò di un periodo di decadenza per la monarchia franca. Suo figlio Dagoberto lasciò nel popolo il ricordo di esser stato il "re buono", dovendo forse |
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Il culto di Santa Fara in Italia
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SANTA FARA PATRONA DI CINISI
Fara arriva in Italia attraverso la famiglia francescana: Le prime tracce del culto a Santa Fara si trovano in Sicilia, per la precisione a Sciacca, in provincia di Agrigento, sin dal 1600, ma presto si diffonderà in altre città tra cui Cinisi. E' stato per merito delle ricerche che Don Ognissanti Duplessis pubblicò nel 1731 se noi oggi siamo in grado di rocostruire il percorso seguito dalla diffusione del culto in Italia meridionale, a partire dal '600. Egli venne in possesso di una lettera scritta il 30 Marzo del 1672da un frate cappuccino della Provincia parigina, G. L. d'Amiens, indirizzata a M.me de La Plas, abbadessa di Faremoutiers. Con tale missiva egli intendeva informarla del fatto che Santa Fara non solo era nota in Sicilia, dove il frate era stato in viaggio, ma addirittura venerata e invocata in diverse città tra cui Cinisi, non ultima Palermo. |
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Culto e miracoli di Santa Fara
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Quarant'anni dopo la morte, le reliquie di Fara furono oggetto di una gran discussione: la scelta del reliquiario era molto contestata in quel periodo, in quanto diffusasi da poco tale usanza. Per porre termine alla discussione, il Vescovo Maieul, in pubblico, decise di lasciarsi guidare dal primo brano biblico che gli fosse capitato di leggere, adoperando le Scritture come una sorta di oracolo. All'apertura del libro trovò infatti II Tim 2, 20-21 "In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d'oro e d'argento, ma anche di legno e di coccio; alcuni sono destinati ad usi nobili, altri per usi più spregevoli" ; la scelta del reliquiario incontrò infine l'unanime consenso. |
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| Dalla Diocesi di Monreale |
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